3 oct 2011

Epílogo

Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora.

Every step I have taken in my life has led me here, now.


(Cada paso que he dado en mi vida me ha traído aquí, ahora).


(Aeropuerto Malpensa, Milano, Italia).
2 oct 2011

Ma allora che ci guadagni?

In quel momento apparve la volpe.
" Buon giorno", disse la volpe.
" Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
" Sono qui", disse la voce, "sotto il melo..."
" Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino..."
" Sono una volpe", disse la volpe.
" Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, " sono cosí triste..."
" Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomesticata".
" Ah! scusa ", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
" Che cosa vuol dire 'addomesticare'?"
" Non sei di queste parti, tu", disse la volpe " che cosa cerchi?"
" Cerco gli uomini", disse il piccolo principe. " Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. È molto noioso!
Allevano anche delle galline. È il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?"
" No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire 'addomesticare'?"
" È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami..."
" Creare dei legami?"
" Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
" Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore... Credo che mi abbia addomesticato..."
" È possibile", disse la volpe. "Capita di tutto sulla terra..."
" Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa.
" Su un altro pianeta?"
" Sí"
" Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
" No."
" Questo mi interessa! E delle galline?"
" No."
" Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
" La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiú, in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me, è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticata. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano..."
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
" Per favore... addomesticami", disse.
" Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però.
Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose".
" Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. " Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
" Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
" Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. " In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino..."
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
" Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
" Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".
" Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.
" Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. " È quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
" Ah!" disse la volpe, "...piangerò".
" La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"
" È vero", disse la volpe.
" Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
" È certo", disse la volpe.
" Ma allora che ci guadagni?"
" Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano".

Poi soggiunse:
" Va' a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo".
" Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
" Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse. " Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora è per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho uccisi i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa"
E ritornò dalla volpe.
" Addio", disse.
" Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
" È il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
" Io sono responsabile della mia rosa..." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.
3 ago 2011

Going Home...

(Este post debería haber ido justo antes de partir hacia España...)



(Significado: Lo que siento no se puede describir con palabras... Y es muy bonito... Como esta canción, sin palabras pero preciosa...)

Estocolmo, rubias embarazadas

Estocolmo. La perla escondida del viaje. La más desconocida, la más sorprendente, y, seguramente, donde mejor estuvimos. Donde pensábamos que haría frío e hizo calor, anulando nuestras precauciones tomadas. Donde son rubias, pero no tantas. Donde pasear por las islas (porque sí, Estocolmo son unas cuantas islas) fue una maravilla.

El aeropuerto de Ryanair de Estocolmo es muy Ryanair. Tardas una hora y media en ir desde la ciudad, y supongo que la compañía de autobuses se forrará a base de clientes low-cost. Nosotros tuvimos la ocasión de, entre sueño y bostezo, disfrutar de un atasco espectacular provocado por un accidente. Llegados allí, y con Australia como eficiente guía, no tuvimos mayor dificultad en encontrar nuestro hotel. Aunque tuvimos algún problemilla, como una casi obligatoriedad de hacerse una tarjeta "de socio" para ahorrar coste, pero pagando dicha tarjeta, lo cierto es que el hotel fue de mi agrado. Principalmente, por una cocina común que hizo las delicias de Australia, donde pudimos descansar un poco de buscar restaurantes buenos-bonitos-baratos, que resulta ardua labor en todas las ciudades visitadas. Así pudimos ir un poco a nuestro aire, no tan pendiente de horarios, y creo que agradecimos mucho todo esto, e incluso disfrutamos más de cuando comimos fuera.

Nuestra aventura en el hotel comenzó con una sala de espera llena de oceánicos, una familia aussie muy divertida, y un neozelandés que nos contó su vida, recién llegado de Noruega a la que terminó por casi odiar (o eso decía), y que al día siguiente apareció consternado por el fatídico suceso que acaeció, porque había estado allí hacía dos días. Por su parte, la familia australiana tenía un chavalín muy majete con el que nos reímos mucho. Aparte de esto, de alquilar una nevera, y de que había un supermercado que me gustó mucho a una manzana, no mucho más del hotel.









Estocolmo ofrece paseos agradables por sus orillas, monumentos, calles y zonas históricas así como lugares donde el diseño es primordial, museos y exposiciones fotográficas y calles turísticas con tiendas donde comprar recuerdos. Negocios de antigüedades y curiosidades e iglesias con baño y formas bastante distintas a las de aquí.
La ciudad sueca es bonita, y siempre tienes que decidir por qué puente ir. Llena de zonas verdes, barquitos, "autobuses-barco" que te llevan de un lugar a otro, casas que parecían copiar a Brujas con sus techos-escalera, con su fauna local, sus patitos y sus interesantes a la par que inquietantes cuervo-paloma, sus callejones, sus vinilos... Todo siempre rodeado de agua, que embellece la urbe sin lugar a dudas.









Y así pasamos las jornadas en Suecia. Visitando el interesante museo del Vasa, llamado a ser el rey de los barcos, y que se hundió en apenas horas después de zarpar. Primero una chica, aunque después preferimos a un chaval rubito, nos explicaron cómo y por qué había demasiado peso arriba, o quién tenía la culpa. Disfrutamos de una brillante cena con un excelso plato presentado sobre una tabla, con un delicioso trozo de carne, puré, ensalada y una exquisita salsa, que dio envidia incluso a vegetarianos confesos. Nos entretuvimos también con las búsquedas de nuestras habituales antiguallas, y yo me hice con dos vinilos de Dire Straits y el clásico Forever Young de Alphaville, mientras Australia conseguía incluso regalos de cucharillas del Royal Flying Doctor Service of Australia. Visitamos también una exposición fotográfica para deleite de Australia, donde lo mejor fue El Hombre Invisible. Compramos artilugios de madera típicos y objetos de diseño no menos típicos. Visitamos unas cuantas iglesias donde había velas mostrando la hermandad y el respeto por Noruega. Paseamos sin fin por calles viejas y modernas, viendo sin cesar algunas de esas famosas rubias de las que siempre escuché hablar, con un asombroso tanto por ciento de ellas embarazadas, lo que seguramente demuestra buenas condiciones para tener un hijo allí. Pasamos, en definitiva, grandes días y grandes noches, decidimos que era una gran ciudad, y, nuevamente, fuimos más que felices.







Más tarde volvimos a aquel pequeñísimo aeropuerto de Estocolmo, y afromtamos la que fue nuestra recta final en Milán, donde la despedida se hacía patente a cada segundo, una despedida grande y múltiple, puesto que habría que decir adiós a Milán, a Italia, al Erasmus, e incluso a mi querida Australia. Pero, ay amigo, de todo podemos sacar una enseñanza. Y además, como siempre recuerdo, La vida puede ser maravillosa.

Gante, fiesta medieval

La famosa "desconocida" ciudad medieval nos acogió con poco de medieval y mucho de megafiesta moderna. Los escenarios y lugares de ocio para beber (principalmente) o comer se propagaban por todo el centro de la ciudad, tan bulliciosa como receptiva a sus alborotadores.





Llegados al centro tras una larga caminata, y una rápida visita a una efectiva y útil información de turistas, comenzamos un pequeño giro por la ciudad, magistralmente dirigido por mí, consistente en ir viendo los numeritos del mapa y leyendo las anécdotas e historietas de cada monumento. Lo cierto es que era difícil decidirse ante las torres e iglesias que podíamos observar a simple vista.







Paseamos por las calles, hicimos un pequeño pic-nic, tuvimos una nueva casualidad y Australia se encontró a un compañero de clase, descubrimos urinarios portátiles por todas partes que todos usaban sin pudor quizá intimidados por la multa de 60 euros, avistamos castillos y escuchamos a un hombre tocando el arpa en una iglesia.

Y así, entre fiesta y monumentos, y bajo la amenaza que acabó por cumplirse de lluvia intensa, se cumplió nuestra corta visita al imprescindible lugar, donde quizá hubiésemos preferido ir un día normal y corriente, pero que sin duda merece la pena.

Bruselas, una plaza

Ciudad en que la lluvia nos acompañaba y nos dejaba, como sin mostrar interés, al compás de la propia urbe. Donde la preciosa plaza se hace insuficiente para embellecer toda la metrópoli. Donde comprar un gofre con tantos ingredientes que se hace difícil el comerlo, o incluso decidir entre nata, fresas, chocolate y el propio gofre. Con su pequeña y famosa fuente que todos van a ver y a muchos decepciona. Sus callejuelas de restaurantes para turistas en los que te intentan atrapar en todos los idiomas. Donde puedes comprar seis tipos de cerveza y aún tener dificultades para elegir, y que después todas sean superiores al nivel español. Con ejecutivos comiendo sentados en la plaza donde estrenar nuevos chubasqueros. Con Tintín de reclamo, pero siendo una nimiedad al lado del chocolate. Chocolate en bombones, en tabletas, en virutas, en monedas o en cualquier forma imaginable, negro o blanco, sin azúcar o lujoso.











Aquí pasamos unos buenos días, lluviosos pero entretenidos. Desde Bruselas aprovechamos para visitar la siempre recomendada Gante, puesto que Bruselas, quizá, es demasiado ciudad, y no tan "bonito" como puede ser Brujas, o el citado Gante. Tuvimos un hotel de lujo que nos sorprendió pudiésemos haber pagado. Bebimos zumos muy ricos y comimos más fries. Visitamos iglesias, busqué vinilos y libros sin éxito, nos perdimos por zonas no tan turísticas, y, por supuesto, fuimos felices.

Bruselas, una plaza. Puede que sea injusto, pero puede que sea cierto. De cualquier manera fue un placer estar allí, y como digo, felices.

Brujas, ¿O era Australia?

Brujas. El suelo empedrado recibe a las decenas, quizá cientos de pasajeros que la estación desembucha hacia el corazón de la ciudad. Algunos abren sus mapas, otros simplemente hacen que sus maletas repiquen mientras caminan hacia sus hoteles, o puede que sus casas. Hay edificios que acaban en una curiosa y característica forma de escalera en ambos lados de la calle, y de vez en cuando alguna bicicleta atraviesa la calzada no sin cierta dificultad en el arisco terreno que deben recorrer. El desconocimiento del destino nos guía hacia el corazón de la ciudad, siempre acompañados ya de tiendas llenas hasta los límites de chocolates para todos los públicos. Caminamos. Australia imagina la fachada del hotel y la busca y encuentra detrás de cada esquina. Yo arrastro las maletas, la miro, y sonrío.







Australiana, de Melbourne. Tres veces se repite, sin contar con otro más que aunque no comparte ciudad sí lo hace con la nacionalidad. La habitación es australiana. Pero eso no es todo, porque algún día más tarde, Australia se encontraría en el desayuno con más aussies... ¡De su mismo colegio! ¿Era Brujas o era Australia? Fuera de detalles de países, el hostel está muy bien. El bar es agradable, y además de desayunar, cenamos un día ahí con degustación de tres cervezas gratis incluida. Wifi en la habitación, aceptable (como poco) emplazamiento, desayuno incluido, y aunque no pudimos usar las bicis de alquiler en una excursión a la costa debido al tiempo, fuimos felices en nuestra habitación aussie.





Lluvia ligera cae incesante sobre Brujas. Pero nada cambia. No cambian las retorcidas calles con sus casas de ladrillos. Ni los canales que por las mañanas gobiernan botes y barcas multi-lenguajes y por las noches los bellos y malvados cisnes, siempre misteriosos, siempre elegantes. Por no cambiar, ni siquiera lo hacen las parejas que salen a bailar tangos, venciendo al piso deslizante y a los amagos de caídas, que Australia y yo observamos tranquilamente mientras degustamos unas tradicionales y típicas patatas fritas. Tras los majestuosos bailes, y con nuestras compras (un vinilo de Jazz y un libro de Braille con el que contar infinitas historias) bajo el brazo, vagamos por las calles más turísticas hasta acabar en las más desiertas, siempre escoltados por chocolates, y gofres, y patatas, y cualquier cosa que atraiga a un turista al negocio.









Una australiana, un español, unos vecinos británicos, una ciudad belga y un pub irlandés. Y no, no fue un chiste, fue una cena extraordinaria. Iluminados por una vela robada furtivamente, y degustando unas cervezas belgas que hacen honor a su fama, las bangers & mash fueron deliciosas. No faltó, por supuesto, algo de humor inglés y la constatación de lo increíble del avance tecnológico puesto que un aparatito llamado cámara de fotos puede guardar imágenes. En la vuelta a casa, cisnes teniendo su propio banquete, y nuestra vieja amiga plateada alumbrando mágicamente las calles de la encantadora ciudad.





Paseo en barca donde ver la ventana más pequeña de la ciudad. Perros que descansan sobre el alféizar para deleite de los visitantes. Altas y grandes iglesias aunque inaccesibles casi siempre. Preciosas plazas que admirar día y noche, a poder ser deleitándose con chocolates. Casas con fachadas de madera que mantienen el viejo espíritu de la ciudad.







Brujas. Tan turística, tan encantadora. Una ciudad que añadir a tus favoritas. De visita obligada y recuerdo imborrable.

París, troppo romantico

La fría y oscura noche nos recibe al bajar de un misterioso autobús blanco, en el que realizamos el incierto trayecto entre París y uno de esos aerpuertos que Ryanair se inventa. Tras encontrar la parada del autobús que nos llevará al hotel, Australia ayuda a una señora y su hija a "encontrar" el coche que las recoge, y nos lo agradecen una y mil veces. Acabamos por encontrar el hotel con relativa facilidad, y una acogedora habitación nos espera, que, sin duda, hace que nos alegremos sabiendo lo barata que era. Así termina un larguísimo día, que incluyó un examen, check-out de la residencia, despedidas, autobuses a y desde aeropuertos, vuelos y primeras aventuras por esa ciudad que todos dicen tan romántica, a veces incluso troppo romántica para los pobres robots.

Transcurrieron los siguientes días guiados por las recomendaciones de una amabilísima amiga, con la que disfrutamos de una buena tarde tomando algo. Así, combinamos Sacré Cœur con largas caminatas por barrios plagados de peluquerías hasta los topes de personas de raza negra, o disfrutamos de un Notre Dame en exclusiva para nosotros mientras bailamos bajo la lluvia.No perdimos la ocasión de ver los fuegos artificiales con la Torre Eiffel, y el espectáculo incluyó música y por supuesto mucho romanticismo. Australia se convirtió en francesa e iba diciendo "merci" a diestro y siniestro, comimos en un restaurante unas raclettes buenísimas y en su caso preparada especialmente, y visitamos un enorme y laberíntico mercado de antigüedades y curiosidades muy caro que unas chicas buscaban ansiosas bajo el pretexto de que la otra zona era muy barato y "crap". Tampoco faltó una visita agotadora al Louvre con el clásico, y lógico por otra parte, comentario de que la Mona Lisa no merece su fama, y con muchas estatuas sin narices (existe la teoría de que porque olía mal) y concursos de foto o pintura. Crêpes, misa en Notre Dame, millones de croissants amén de otras delicias de bollería, quesos, torre de Saint Jaques dedicada al Camino de Santiago, Moulin Rouge sin más para Australia (yo ni he visto la peli), baguettes... Gárgolas, iglesias perdidas con preciosas vidrieras, jardines con multitud de sillas que puedes mover a tu antojo, plazas colapsadas de artistas, zumos escondidos, ópera, paseos de noche, aglomeraciones de metro y autobuses nocturnos como consecuencia...
Y, por supuesto, una gran ascensión (y mejor descenso) a la torre Eiffel, con tempestad incluída en el segundo piso.

París, más bonita de lo que la recordaba, menos de lo que la recuerdan, sorprendente en ocasiones, atestada en otras, con bellos sitios y edificios, con la inexplicablemente ágica y encantadora Torre Eiffel, y, desafortunadamente, muchas veces, mejores bollos que personas.

Au revoir París, y merci beaucoup.


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Apéndice - París - Breve historia de una cena

La cola se alarga hasta la misma acera de la calle, atravesando entrada y patio. Palabras tranquilizadoras de una amiga que nos dice que va rápido. Una simpática empleada toma nota de que somos dos y responde a nuestras preguntas.
Era cierto, al poco tiempo nos hacen pasar y podemos entrar. Al cruzar la puerta se descubre un ajetreado y gran restaurante lleno de actividad, ruidos y voces. Nos sentamos en una mesa de cuatro personas que al poco tiempo rellenan, presuntamente, una madre e hija. Al otro lado dos chicas jóvenes con aspecto de turistas, pero al menos una de ellas parece dominar el francés.

Un camarero de origen asiático nos trae dos cartas dobladas por la mitad, difíciles de entender. Yo apuesto por un plato con carne que espero sea el que he visto a algún comensal, ella por el combinado verduril con pasta. El eficiente empleado, rápidamente trae pan y una botella de vino blanco servida en una cubitera. No mucho después del brindis ya estábamos comiendo.

Los asientos recuerda, quizás, a los de un tren. Los manteles, de papel, sirven también para que los camareros apunten las órdenes. A mi derecha comen caracoles y quesos, más allá gente va llegando y acomodándose. Un camarero veterano, siempre con cara de esfuerzo, atiende varias mesas, recoge y deja platos, siempre como queriendo mostrar que está haciendo un trabajo serio.

Tras terminar el entrante, un puré para mí caliente pero no para su boca de amianto, el camarero siempre atento no tarda en retirar el cuenco y traer los siguientes platos.

Ella me roba patatas fritas, yo pregunto que si todo está bien. Una explosión caracolil me alcanza de lleno y la responsable pide perdón una y mil veces, y afirma que "je suis désolé".

Cuando terminamos, tratamos de elegir dos postres, pero acabo por pedir ayuda al simpático camarero, que dice que inglés a little. Recomienda un choux, al que añadimos un postre de chocolate, bañado en una especie de natillas.

El restaurante comienza a relajarse un poco tras su apogeo de camareros danzando, ordenando, sirviendo, esquivando y limpiando, puesto que la clientela comienza a desfilar hacia la salida poco a poco.

Nuestro fiel camarero hace la cuenta en el mantel, sumando las cantidades, y repasa una vez más la suma. Finalmente nos levantamos y nos despedimos del curioso y ocupado restaurante, donde compartir mesa es un bonito y escaso precio a pagar para poder contemplar todo el espectáculo.
11 jul 2011

Freedom?

Se acaba. La libertad, ganada o no, se acerca, de manera inquebrantable, inexorablemente. Mañana tras una maratoniana jornada estaré en París. No tendré que seguir pasando hojas en italiano o inglés mientras sujeto fuerte mi patito.

El escocés no podía creer que me fuese mañana, pese a que vuelva en unos cuantos días. Es difícil imaginar un después de. Quizá vaya algún 11 de enero a celebrar el rebautizado como Roger Rabbit day a tierras escocesas. Quién sabe.

En fin, cuando he empezado esto estaba inspirado y me apetecía escribir, pero me han cortado y ahora estoy muy cansado y no quiero...

Nos vemos, no sé cuándo, pero nos vemos.

Au revoir!
9 jul 2011

Yo quería ser español

Otro día más. Ya no sé si el discurrir del tiempo juega en mi contra o a mi favor. Si cada hora que pasa es una hora más o una menos.

Las diapositivas con las que estoy ahora son muy malas para estudiar. Siento que pierdo el tiempo tratando de resumirlas y traducirlas. Pero bueno, para bien o para mal, en dos días estaré usando el Golden Ticket destino París.


No sé por qué me sale esta imagen de Miguelito en mi cabeza todo el rato...

4 jul 2011

Special one

Pedazo barbacoa que nos hicimos el otro día en el jardín. Hasta sangría hizo el asturiano. Unos pinchos con pollo, salchichas, champiñones, pimiento, tomatitos, y muchas más cosas que el asturiano y yo, sin dejar lugar a réplica, dijimos que eran pinchos morunos y que así debían decirlo incluso los anglo-parlantes.

Hay una chica en la residencia que me llama happy-man. Dice que siempre estoy feliz. Que tomo las curvas de la residencia en bici con la sonrisa en la boca.

Australia está con su prima (la que visitamos en Suiza) en Cinque Terre. Yo me he quedado sin ir por los exámenes, pero pinta muy bien. Hoy han subido al Duomo mientras yo me he quedado abajo con las cosas y estudiaba un poco.

Otro detalle que he pensado esta mañana sobre esta ciudad. No me gusta la gente que va con la bici por las calles peatonales tocando el timbre cada dos segundos.

Voy a tratar de estudiar algo. Seguiremos informando. Jack desde Milano, por poco tiempo. Ciao.

3 jul 2011

Terrifying

No soy nada productivo ahora mismo. La presentación que tengo que hacer es un desastre, me quedo atascado a cada página, me parece todo demasiado técnico como para tener que explicarlo en 15-20 minutos. Supongo que al final todo irá bien, pero me agobia muchísimo.
Es raro sentir que son los últimos días por aquí de Erasmus y pasarlos teniendo que estudiar. Y eso que yo voy a aprovechar después, pero aún así.

Australia está en Módena, o cerca, en casa de su compañera de cuarto italiana. Espero que compre una cuchara nueva. Vuelve el jueves, así que Milano estará un poquito más triste estos días sin todas esas ganas de vivir.

He medio hecho la maleta y ahí va a andar. Yo creo que no cabe pero por poco.

He constatado estos días que los italianos hablan muchísimo por el móvil en el coche. Una barbaridad. No sólo hablan, lo manejan, mandan mensajes y de todo. Van con los auriculares del manos libres o directamente hablando. Un porcentaje altísimo, de verdad. Es como que se meten en el coche y aprovechan ese tiempo para llamar, o eso me parece a mí. Pero bueno, también es cierto que vi a una leyendo un libro, así que yo ya estoy curado de espanto...

Y no sé qué más poner en este desordenado post. Perdón como siempre por no actualizar a diario y gracias a todos mis lectores por sus muestras de cariño... Nos vemos en poco tiempo, aunque no quiera mucho. Hasta mañana.
30 jun 2011

Demasiado equipaje como para volver

Por fin he mandado una maleta a España. Al límite del peso, que son veinte kilos, y aún así creo que no me cabe todo lo que tengo aquí en la de mano y la mediana. Seguiremos informando.
El martes visité de nuevo la Pinacoteca di Brera, que era último martes de mes y era gratis, y acompañé a Australia. Pude ver, que la otra vez no estaba, el cuadro que ponen por todas partes, Il bacio de Francesco Hayez. Luego fuimos a ver Il Cenacolo (La Última Cena) pero yo no entré que sólo quedaba un ticket. Así que más cultura gratis.
Por lo demás no mucho interesante, de ahí que no actualice. Intentando trabajar y estudiar, mucho calor, mucho estrés...

Ah, el escocés estaba fastidiado por lo de Murray. Pobre chaval, al parecer se las prometía muy felices con el primer set, no se da cuenta de que Nadal es El Último Español Vivo...

Ciao!
27 jun 2011

Non ce l'ho

Me ha salido hoy el risotto para cenar excelente. Cuando vuelva seré aún más el cocinillas como dicen algunos.
Hace mucho calor. Ya sé que allí también, pero yo me quejo aquí.
He preguntado cuánto cuesta mandar una maleta allí y creo que la mandaré esta semana. Si alguien se pregunta por qué, es porque Easyjet te deja facturar tranquilamente la segunda maleta, pero el peso sigue siendo el mismo, y cada tres kilos más o así igual son 30 euros (50 kilos, 270 €, que lo estaba mirando ahora por curiosidad). Total, que la mando y yo ya me quedo tranquilo.
Y he recorrido media ciudad con el escocés intentando hacer una copia de la llave de su cuarto (la perdió) y en todas partes se ponían misteriosos y decían que non ce l'ho. al final la ha hecho un vejete en una tienda en medio segundo literalmente.
Y no sé qué más, así que ciao ciao...
26 jun 2011

Studiare

Las palabras en italiano se amontonan bloqueadas por millares de emociones. Sé que siempre lo digo, pero es muy difícil estudiar. Muchas preguntas sin respuesta, demasiada incertidumbre. Demasiado italiano, demasiado inglés, demasiado calor. Troppo tutto, too much all. Te ves aquí y allí en décimas de segundo. Te abofeteas y vuelves a leer las diapositivas, las traduces y resumes, pero en cualquier momento tu mente vuelve a volar en sueños.


Hoy he estado por aquí intentando estudiar, luego hemos comido pronto porque el escocés se aburría, hemos estado estudiando más en la zona de estudio, hemos cenado pizzas y luego me he ido corriendo a misa a las 9. Ahora aquí sigo con las diapositivas. Australia se va mañana a Venecia con su amiga alemana. Los demás mientras tanto aquí seguiremos. Ciao ciao.
25 jun 2011

Un sueño

Otros dos que acabaron ayer su aventura Erasmus. Me decía uno hoy, y me ha sonado muy poético, que cuando ha llegado a su pueblo le parecía como si no hubiese estado nunca en Milano. Como si hubiese sido todo un sueño.
Celebramos una despedida, les dijimos adiós en Centrale, y volvimos a nuestras vidas en la residencia. Hoy un aperitivo con millones de alemanas (cuatro y un alemán (creo)), Australia, Escocia y Gijón.
Y ahora a seguir estudiando...
22 jun 2011

No regrets

Supongo que esto es hacer que merezca la pena. Ir juntando pedazos, highlights aunque parezcan (o sean) estúpidos. Ir tomando decisiones, aunque a la gente le parezcan estúpidas también. Llenarlo todo de pequeños momentos. Supongo que Milano, será algún día un gran momento lleno de pequeños momentos.
No sé a dónde me llevará todo esto cuando se acabe. No creo que vuelva a ver al 90% de la gente que he conocido aquí. No pienso que sea posible explicar algo cuando vuelva y me pregunten que qué tal el Erasmus, así que supongo que sonreiré y diré que fue genial.
Dos amigos españoles acaban su aventura este sábado. Muchos ni lo sabían, yo mismo no recordaba la fecha exacta. El escocés ha proferido su famoso "For fuck sake!" cuando se lo he dicho. El viernes haremos una especie de cena, recordaremos algún momento, haremos promesas imposibles y brindaremos por esta ciudad. Todo esto lo supongo claro, porque aunque me crea muy especial, todos estarán creando aquí sus pequeñas historias que recordarán algún día.

Y así, entre intentos de estudiar, diapositivas, filosofía barata y Friday Night Lights, pasamos otro día más. Deseando página tras página estar en mi próximo viaje por el norte de Europa. Nos vemos otro día que quiera rellenar este blog con mis incomprensibles pensamientos puestos en palabras. Ciao.
19 jun 2011

Sigiloso

Me he pasado todo el día, de verdad, intentando estudiar, fuera del cuarto, sin ordenador... Pero entre lo aburrido que es y que hay cosas que es que no sé ni por dónde cogerlas... Pero bueno, supongo que algo habré hecho, así que ya veremos.
Con los exámenes también se acerca el fin del Erasmus. Las asociaciones empiezan a mandar mails de eventos de cierres, mercadillos de cosas que no podrás llevar contigo y demás en lugar de los acostumbrados de super-mega-fiestas.
Yo, por mi parte, al estar aquí encerrado a veces tengo una extraña sensación de querer estar en casa. Inocente yo, que cuando vuelva tendré que seguir estudiando.
Y aquí, a las tantas de la mañana, con unos hermanos búlgaros locos con música malísima, acabo el día. Y los exámenes van llegando. Y el fin se va acercando. Y da miedo.

Nos vemos.
17 jun 2011

Aburrirse no es una opción

Tras los viajes la vida puede sonar aburrida en Milano. Seguramente lo sea. Exámenes se avecinan, proyectos, en definitiva, cosas normalmente aburridas.
La libertad se antoja imposible tras los muros de libros y diapositivas que leer, y se convierte en lo más bonito del mundo, en todo aquello a lo que aspirar, como siempre le pasa al ser humano, que quiere lo que no tiene.
El calor se hace insoportable, te debates entre abrir la ventana aceptando las hordas de mosquitos o soportar el sudor cayendo sobre tu frente.
Las canciones se convierten en oasis de ocio y alegría. Los vídeos de Mark Knopfler acariciando la guitarra en paraísos terrenales. Los cafés en fuerza y empuje.

Todo esto y muchos más sinsentidos cada día y cada hora. Seguiremos informando desde Lombardía.
15 jun 2011

Suiza

El viaje a Suiza comenzó en la gigantesca estación central de Milán. Como equipaje una mochila, una maleta, y una bolsa con un tentempié y un presente para la familia que nos acogería, vinagre balsámico de Módena y unos grissini con sabor a pomodoro. Faltó la pasta, que quedó olvidada en mi nuevo frigorífico.

En el andén esperaba un tren bonito y que parecía rápido, con letras en rojo y banderas suizas. Poco después de emprender el camino, y después de que Australia detectase compatriotas a su espalda, los revisores comenzaron a taladrar billetes a la vez que anunciaban que deberíamos bajarnos en Domodossola y coger un autobús debido a un fuego en un túnel de los Alpes. Nuestros compañeros de asiento parecían no entender, así que amablemente pregunté si lo habían hecho. Cosas de la vida, encontrarse a dos tejanos en un tren Milán - Suiza. En quince días conociendo media Europa, y no sólo turismo normal, el día anterior devoraron con los pies durante ocho horas Cinque Terra, un bonito paraje cerca de Génova. Hablamos de Australia, de tabaco para masticar, de España, de por qué estábamos todos ahí, y, por supuesto, de Friday Night Lights.

Al bajar del tren una flota de autobuses nos esperaba, y en cierta manera hasta tuvimos suerte, porque desde el autobús pudimos ver todo el paisaje, que en el túnel habría sido imposible. Lagos, montañas, pueblos, siempre todo con color verde. Unos policías se suben al autobús que ya había entrado en Suiza y me acongojo porque había olvidado mi pasaporte y no estábamos en la Unión Europea, pero no hay ningún problema en absoluto, y acabamos en otra estación de tren y subiendo a uno lento que probablemente no nos correspondía, pero que también nos dio la oportunidad de ver más y mejor toda la zona, y los pequeñísimos pueblos con ¡parada solicitada! Preguntamos a la revisora el código-prefijo de Suiza, porque no me dejaba mandar un mensaje diciendo que llegábamos tarde, pero tras dudar unos segundos dijo que no lo sabía. Seguramente no me entendió. Nos despedimos de los tejanos y poco después llegamos a Berna, donde nada más apearnos del tren nos acogieron Australia(2), prima de Australia, y su "hermana de intercambio".

Berna, osos a la orilla del río, carteles en alemán y francés, casas medianas amontonadas sobre la colina, todas con puertas hacia un sótano... Ciudad pequeña que recorrimos mientras unos se ponían al día y otros contemplaban la ciudad. Cuestas arriba, cuestas abajo, y sin mucho tiempo más que gastar, nuevo tren hacia Biel, destino final.

Paseo hasta casa descubriendo la pequeña ciudad, ahorrando el carísimo autobús. Tiendas características, tráfico prácticamente inexistente en el centro. Acogedor recibimiento por parte de nuestros anfitriones, barbacoa incluida, y largas conversaciones sobre distintas costumbres en distintos países. Nuevamente gran nivel de inglés que hace que te muerdas un poco el labio de envidia sana. Interesante como nos contaba el cabeza de familia todo tipo de cosas típicas suizas o incluso historias personales como carreras de 100 kilómetros por la noche.

El alargado fin de semana transcurrió rápido, deslizándose entre las manos. Mercadillos, paseos por la ciudad, cafés, visitas a espectaculares colegios ocupando lugares privilegiados de la montaña, navegar por el lago con viento y sin viento, quesos suizos riquísimos, locales de moda en viejas gas-station, gatitos, amigas de amigas, tres besos, bicicletas y romper bicicletas, chocolate, cascadas en gorges, supermercados que cierran a las cinco de la tarde, bandas que tocan en un café sin pena ni gloria, bromas malas y bromas malísimas, helados a la orilla del lago, libros y cucharas, zapatillas verdes, desayunos interminables, historias de gente que vive en las montañas, precios altos para todo, cámaras de fotos viejas, despedidas en el andén. Rápido, intenso, suizo. Más legado. Más creating memories.

PD: Aunque nunca lo leerán, gracias a todos los anfitriones por tanto y tan bueno.
14 jun 2011

Sechs und ende

Perdón por no escribir este largo tiempo... Cansancio, viajes... Intentaré empezar por el último escrito sobre Alemania, y luego contar mi bonita aventura por Suiza.


El último día en Berlín hice finalmente la visita guiada. Al final hice la general y no la del Tercer Reich, otro viaje quizá. Así que la mañana transcurrió bajo el sol, escuchando historias de cómo construyeron un edificio y luego no les cupo entre las columnas la fuente que el arquitecto quería poner en el patio, cómo empezó la historia del muro, cómo Hitler intimidaba con la cancillería a los embajadores, y muchas cosas interesantes más...
Luego me reuní con Australia y Alemania (jur jur) y dimos una vuelta por el barrio más Indie de Berlín, que al parecer mucha gente sueña con ir a vivir allí y todo. Recorrimos calles, comimos, nos sentamos en bancos gigantes, nos refugiamos de la lluvia en una parada de autobús y acabamos volviendo a casa. Pero con una parada en el camino para comprar una estantería para la nueva habitación, que ayudé a transportar aunque casi muero en el intento. Para demostrar que los alemanes son grandes, he de decir que mientras yo sufría para sujetar la caja, Alemania me dijo que si quería hacer un descanso lo dijese... Eso sí, yo soy muy macho y dije que para nada, que si quería ella lo dijese... ( :D )
Y después fuimos a cenar y tomar algo en un bar de su barrio al que van todas las semanas a ver un programa famoso policíaco alemán y probamos algunas cervezas alemanas. Vamos, que todo muy alemán.
Y ya por fin volvimos y no hicimos mucho más porque al día siguiente teníamos el vuelo a las siete de la mañana. Por cierto, que como buenos y serios alemanes tuvimos un pequeñísimo problema con lo de los líquidos porque la bolsa de Australia no valía y demás tonterías... Pero lo pusimos en la mía y el vuelo sin mayores percances, aparte de que creo que el comandante dijo que había sido el mejor aterrizaje de la historia... ( :S )

Y así terminó mi viaje alemán. Me pareció una ciudad más interesante que bonita. Creo que lo del muro todavía está muy reciente, y con esto quiero decir, que para mí era muy extraño que hubiese como varios centros en la ciudad, y que en esos centros, te alejes un poco, y no haya ya casi vida, o que haya grandes espacios sin nada construido en pleno centro.
Los alemanes más o menos como los pintan. Pueden estar siendo muy amigables, pero parecerte super serios. Excepción hecha la de la amiga de Australia, que fue siempre simpática y sonriente.
El alemán incomprensible para mi desgracia. Y ni siquiera usan las pocas palabras que yo sabía, porque en vez de danke siempre decían dankesum o algo así, y "chuus" en vez de auf wiedersen (no sé cómo se escribe nada de esto...). De todas maneras me daba igual, porque ahora cada vez que estoy en el extranjero contesto en italiano como un idiota.
En definitiva, no sé qué más decir. No me llevé ninguna gran sorpresa respecto a lo que pensaba de Alemania. Estuvo muy interesante conocer todo, no sólo la visita guiada, si no todas las costumbres y vida de los alemanes. Volveremos algún día supongo.

Tschüs! (Lo acabo de mirar :D )
5 jun 2011

Drei, vier, fünf

Bueno, otra vez tengo internet, así que escribo un poco.

Esta mañana Australia ha ido a cosas de diseño y yo debería haber hecho el tour, pero para variar he llegado tarde, así que mañana. En su lugar he aprovechado para ir a misa, sin entender nada claro, y luego un poco de turismo, he comprado un par de cosas, he paseado un poco por ahí, he tomado una original würstel al curry con pommes frittes... Ahora Australia está durmiendo (como siempre :D ) y luego saldremos a hacer algo supongo.
El viernes fuimos a Potsdam, y muy bonito. Un sitio con muchísimos palacios, jardines super grandes, calles grandes también llenas de tiendas y bares con ambiente... Me gustó. Tiene una parte espectacular, que seguramente sale en todas las fotos de internet, con una especie de jardín como en escalones. Eso sí, mucho calor también. Luego estuvimos cenando por ahí y después se supone que íbamos a salir, o más o menos, pero entre unas cosas y otras lo que hicimos en realidad es pasear por la ciudad buscando sitios, y al final volvimos a casa.

Y ayer estuvimos dando una vuelta, buscamos una cosa de diseño pero no la encontramos (dice Australia que en Milano mejor), compramos un par de cosas, comida por ahí, estuvimos sentados a la orilla del río, vimos a un ratoncillo muy simpático él comiéndose un bocadillo del suelo, y tuvimos una cena muy agradable y muy alemana con Australia, su amiga alemana y el padre de ésta última. Yo cené una especie de filete empanado, con unas patatas como asadas y salsa holandesa. Muy rico. Luego por la noche nos tomamos algo con otra amiga alemana, y nada más, que ya era tarde.


Y nada... Aquí los semáforos son un desastre, no sé si lo había dicho ya... Están mal sincronizados, no te da tiempo a cruzar. Las tiendas y sitios de comida están abiertos mucho más tiempo que en Milano, lo cual se agradece, y no tienes que estar pendiente del horario todo el rato, que es super desagradable. Lo del carácter se nota, a veces te da la sensación de que aunque estén siendo amigables, o intentándolo, están como muy serios. Y no se me ocurre nada más, ya sigo otro rato. Ciao ciao...
2 jun 2011

Zwei

Buen día por aquí en Berlín. Ha hecho bastante calor, sol y todo eso. Sigo flipando cuando veo a tanta gente bebiendo botellines de cerveza. Había un señor recogiendo botellas de una papelera porque luego sacas dinero por los cascos.

Por la mañana, después de dar una vueltita y ver uno de esos coches que van muchos tíos sentados dando pedales y bebiendo cerveza, hemos ido a un edificio que es muy turístico parece ser, con cosas de arte y tal. Hemos estado en la torre famosa de Berlín, o cerca vaya, y la verdad es que es como el pirulí, no tiene nada de especial, pero esperemos a la guía (si es que la hago) y escuchemos la historia...
Después hemos estado en una parte del muro que han transformado en una "galería de arte". Ha estado gracioso cuando ha pasado por el río un barco con otros como cuatro barcos amarrados a este, con música discotequera alta, y tíos sin camiseta "bailando" y gritando "¡Uuuuuuh!" de vez en cuando. Había uno divertidísimo.
Luego hemos estado tomando algo en un sitio curioso y bonito, y después nos hemos encontrado a un músico australiano en el metro que nos ha recomendado un par de sitios. Hemos cenado en uno, muy bien, me ha gustado mucho. La cena cosas alemanas (o eso creo vamos), una especie de pasta con espinacas y una quiche, las dos cosas muy ricas. El camarero muy simpático también. Era como en una casa, me ha recordado un poco a un pub de los que estuve en Londres que tenía dos pisos.

Y nada, Australia está durmiendo otra vez que la pobre se cansa mucho. Ah, aquí los semáforos no saben sincronizarlos... Nunca da tiempo a cruzar la calle entera, o eso o somos muy lentos. Mañana vamos a ir a Potsdam creo, aunque Australia debería hacer algo de lo de la semana de diseño, que todavía no hemos encontrado nada más aparte de la feria grande, que va a ir el domingo.

Y no sé qué más, me voy yo también a dormir. Besos y abrazos.

Eins

Sin ver demasiado aquí en Berlín, ya hay cosas que llaman la atención. Por ejemplo, que se pare un señor y diga en inglés que parecemos perdidos y se ofrezca para ayudar, aunque luego después de pensar varios minutos diga que no puede ayudarnos. O que las bicicletas sean gigantes, que incluso siendo los alemanes grandes parece exagerado. O que millones de personas vayan bebiendo botellines de cerveza por la calle.

No mucho turismo hoy. Hemos pasado por zonas importantes, pero la gran parte de la tarde la hemos pasado con la amiga de Australia. ¡Una chica muy grande! Hemos estado hablando también con otras dos amigas, y nada, muy bien. Australia se ha puesto un poco al día, y parecían contentas las dos amigas de encontrarse de nuevo.

Otra vez tengo problemas con las redes wifi públicas, esta mañana he estado un buen rato y al final no sé ni cómo se ha conectado, y ahora mismo a ver si se conecta, pero de momento no. Esto tiene que ser un problema de mi ordenador, y es inexplicable.

Y nada, Australia está ya en la cama y mañana nos levantaremos pronto más o menos para ir a hacer cosas. Un día, igual, si ella se va a ver cosas de diseño que haya que pagar, yo me hago una guía en español por la ciudad...
31 may 2011

Saliendo hacia Berlín...

Pues nada, acabada la maleta y cerrando todo para irme mañana. Despedido ya de los importantes de la residencia, que me han deseado con ganas y honestidad una buena semana. Con ganas de irme y pasar unos días por ahí, conocer sitios y cosas, con Australia haciendo fotos por ahí.

Espero poder ir contando cómo va todo y las curiosidades.

Ya lo decía Andrés Montes. La vida puede ser maravillosa. No hay que desesperar, simplemente hay que hacer por ello...

Nos vemos por Berlín. Ciao.
30 may 2011

Pipa

Hemos presentado la primera pequeña parte del proyecto y nada, normal, que todo bien. Estas cosas no las entiendo, te hacen ir, preocuparte y de todo para luego no decirte nada en realidad.

Luego un poco de baloncesto, media horita, y aperitivo de la última clase de italiano, un poco bacalá.

Y luego me he dedicado a dar vueltas por Milano como un idiota con una camiseta naranja, que estaba lleno de naranjas porque es el color del partido que ha ganado la alcaldía ayer. Lamentable, justo tenía que ponerme de naranja hoy.

Ciao...
28 may 2011

Moscatel

¡Nevera! Han puesto la nevera por fin, así que ya podemos disfrutar de ricas y frías delicatessen. Mi compañero se volvió loco cuando la vio, estaba excitadísimo.

Este fin de semana ha tocado ponerse al día con una asignatura, que estoy haciendo el proyecto con un colega indio que se ha portado muy bien conmigo, y el lunes se supone que algo presentaremos. De momento más o menos fácil, ya iremos viendo.

El otro día cayó una buena por aquí, por lo que leí también en Madrid. Empezaron a caer unos goterones gordísimos, y como estábamos por ahí buscando una cosa de compras, aprovechamos para meternos en el H&M. Pues los tíos, como la tormenta se convirtió en granizo, y luego no paraba, decidieron... ¡Cerrar la tienda! Muy fuerte. Yo me quedé flipao.

Luego el sábado pasé por dos mercadillos y me compré fruta y cosas, entre ellas moscatel. ¡Viva! Y unos calcetines que tienen que tener truco, porque son Decathlon, pero tienen que ser robados o algo. Digo yo vamos, porque si haces una imitación la haces de Nike o Adidas o algo así, no Artengo, ¿no? Por la noche vimos el partido, y luego estuvimos un rato por el jardín de la residencia, con el escocés haciendo de las suyas subiéndose a árboles y luego le daba miedo bajar.

Hoy hemos comido unas pizzas en el jardín. Ah, y se me olvidaba, ayer hicimos unas fajitas riquísimas, el escocés tiene mano ahí. Con guacamole y todo, un escándalo de verdad. Luego por la tarde proyecto, misa, y hemos cenado por aquí todos. Paseo en bici y vuelta a casa.

Y nada, ya pensando en Berlín, próximo destino del golden pass, que nos vamos ya de ya... Ciao!
25 may 2011

Heladitos

Buon giorno.

El calor es asfixiante. Lo peor que no hay aire acondicionado, y que en mi habitación da el sol toda la tarde y es espantoso. Se supone que las neveras llegaban ya, pero de esta gente yo ya no me creo nada.

Italiano acabado, el próximo día última clase que es un aperitivo parece ser. Soy poco optimista, porque no tienen ningún sitio decidido, y estas cosas ya se sabe. Algo habré aprendido espero.

Y nada, intentando avanzar en las asignaturas y planeando viajes para después de exámenes. Ah, y esta noche una vuelta a los viejos tiempos con aperitivo gratis de esos de países.

Y se me olvidaba, buenos helados tienen en Italia... Ciao!
23 may 2011

Ever!

Oye, que no lo había dicho, ¡que tengo una cartera nueva preciosa y ya no es de niño! Pedazo regalo... Pongo una foto...



Hoy he vuelto a correr por fin. Vuelta a empezar por enésima vez. Mucho mejor de lo que esperaba, aunque el primer día es más fácil. Es que estaba notando que no tengo forma y no me gusta... Incluso jugando a baloncesto a veces me canso.

En italiano hemos dado el conjuntivo, que supongo que no usaré nunca y se me olvidará en un par de días. Luego de cena una ensaladita rica rica y con fundamento.

Hace muchísimo calor, y aquí ni hay aire acondicionado, ni ponen las prometidas neveras, ni nada de nada. Le estoy cogiendo asco a la dirección de la residencia. Y encima no puedo abrir la ventana porque entran mosquitos.

Ciao...
22 may 2011

En Primera

Fin de semana con fiesta internacional, aperitivo y lago de Como.
El viernes fuimos a una fiesta en una casa con gente de todas partes. El sábado se me ocurrió a última hora hacer un aperitivo y conseguimos encontrar un sitio, con una bebida de coco muy rica, y con todos los españoles apoyándome cuando quise enterarme de cómo había quedado la Real. ¡Qué agonía!
El domingo en vez de dar una vuelta por Milano nos la dimos por el lago de Como. Demasiada gente, coches, motos... Otro día con más tiempo a ver si cogemos el barco que es mejor sin duda... O al menos llevar la bici o algo, pero andando la verdad es que no está muy bien, por lo menos en domingo.

Ahora cosas de clase, italiano... A ver qué tal se da la nueva semana.

Abrazos y... ¡Aupa Real!
19 may 2011

Jewels

Por fin he ido al Teatro alla Scala, supuestamente el mejor del mundo, o al menos entre los mejores. Entradas por diez euros, en unos sitios bastante malos para ser sinceros, pero por ese precio merece la pena. El teatro muy bonito, un edificio que merece la pena ver por dentro. El ballet interesante, con partes más aburridas que otras, otras sorprendentes... Los maestros de la crítica han pronunciado palabras como passionated o surprising. Todo muy cultural, está bien. Habrá que ver si se vuelve para ver ópera o no.

Por lo demás todo bien. Besos y abrazos.
18 may 2011

Things that I like...

Al final la cena muy bien. La pandilla de italianos es muy buena, muy majos todos. La tortilla incluso yo creo que estaba bien, aunque una parecía quemada, y me hizo mucha ilusión cuando a uno le querían poner más comida y dijo que estaba lleno, que no quería comer, que lo único que quería era esto (tortilla) que estaba muy buena.
Hablamos de Turquía, de canguros, de casas de diseño imposibles en burbujas, de permiso para reconquistar...

Hoy sin clase poca cosa, dormir por la mañana despertando feliz y contento, lecciones de baile, vocales, en italiano La Vita è Bella que ya la vi hace nada, y después cena y no mucho más.

Mañana tendría que lavar ropa y planchar, que llevo sin planchar demasiado tiempo y es necesario... Por la tarde quizá Teatro alla Scala, pero no se sabe. Por la noche igual un sitio nuevo de cerca. Y sí, ya sé que también un ratito para estudiar.

Ahora a la cama, o igual una serie, o igual escribir cosas que me gustan...
16 may 2011

¡Hip hip!

¡Hurra! El profesor de Física me ha dicho que si me gustó la clase sobre mi trabajo, que siga yendo a clase y que tenemos que ponernos de acuerdo con la nota final. Perfecto. Crack.

Hoy y mañana no hay clase en el Politécnico por una conferencia o no sé qué para los italianos. Bueno, mañana tengo italiano, eso sí.

Y nada, estoy empezando otras cosas de clase, este finde igual un viajecito por aquí cerca, y esta noche cena en una casa que tengo que hacer tortilla ahora se supone... A ver qué tal sale...

(Hubo problemas con Blogger, por eso no actualicé estos días... Nos vemos...)
11 may 2011

Goodnight

Clases aburridas por la mañana - mediodía - parte de la tarde. Luego he comido solo en la cocina viendo un programa para adolescentes en italiano, sobre otros adolescentes (una serie) que hacían skate en la parte de detrás de una tienda, y a un empleado no le gustaba, y hacía un robot para que les robase las tablas o les molestase cantando con sonidos insoportables.
Después iba en mi bici a italiano, me he cruzado con mi amigo israelí, y le he hecho un gesto y he dicho "¿italiano?". Me ha hecho que no con la cabeza, pero un minuto después ha venido detrás mío diciendo que le había convencido. Clase dificililla de italiano, mucho pronombre, que si cosas impersonales... Un lío.
Luego me ha dicho el israelí que si cenábamos juntos, y hemos ido a comprar ingredientes. Ha cocinado un arroz con cebolla, ajo, cebolleta, espinacas y parmeggiano, que estaba buenísimo la verdad, y ya sabéis que a mí no me gusta el arroz. "De segundo" salchichas, también ricas. Todo con una charla con escocés, asturiano y compañía, muy bien todo.

Y, por supuesto, la épica victoria de la Real, que estaba yo aquí solo en el cuarto, escuchando la Cope, y cuando ha marcado la Real he gritado muy alto "¡GOOOOL!" y seguro que algún vecino ha pensado que qué pasaba... Luego a cenar he bajado con la camiseta de la Real.

Y me voy a dormir feliz y con mi mensaje mágico... Ciao!
10 may 2011

Remember me...

Enorme. Encontré el iPod finalmente. Buf, es que lo daba por perdido ya...

Gran día, que empezó perfecto y acabó perfecto con esta noticia. Entre medias clase, nada especial y luego otra vez baloncesto, que ha estado bien. Hay un búlgaro, que es buenillo, y es muy competitivo también, así que me gusta jugar con/contra él. Por cierto, que un alemán me ha preguntado la hora, y le digo, ten to seven. Total, que el tío no se enteraba y al final que qué era eso y tal. Le pregunto, ¿es que no se dice así o qué? Y el tío que no... Yo estaba seguro, pero bueno, por eso de ser educado. Al final el búlgaro, que habla muy bien por cierto, y yo no lo sabía, que sí que se dice así.

Y nada, cena ahí hablando de todo un poco, y a la cama. Ci vediamo domani...

Not available

Un poco de baloncesto, italiano y cosas de esas. Risas con el asturiano. Escuchar Oasis, Talk Tonight en el autobús 91 - Circolare sinistra. Fruslerías, seriedad. Cenar pasta. Soñar.

Y creo que he perdido mi iPod. Luego tendré la suerte/desgracia de confirmarlo/desmentirlo. Queda una mínima esperanza, si no, al que lo haya encontrado/robado, simplemente decirle, "De cualquier manera, trátalo con cariño".

Ah, y como Dios aprieta pero no ahoga, creo que he aprobado Física, o al menos el trabajo parece que está bien según me ha escrito mi profesor.

Nos vemos.
8 may 2011

Berlino

Hoy, tras pasar ayer el día entre mercados, comida estilo picnic, llegar tarde a los sitios por no querer llegar a tiempo, y una super fiesta con sabor a épico, me he levantado tarde y vago.
Después de un rato de absoluta pereza, al final he bajado y he comido pasta, rememorando los highlights de la noche con un otro español, riéndonos, con pelis dobladas al italiano de fondo en la televisión.
Por la tarde, a continuación de hacer miles de cálculos mirando la clasificación, escuchar un poquito la radio, y no poder planchar porque mi compañero estaba usando la tabla de tendedero, me he ido a misa, y luego he vuelto y me ha dicho el escocés, en italiano, que si cenábamos una pizza esta noche. Así que más tarde, han venido a mi habitación él y su compañero italiano, y me han dicho que si quería un "mañum". Resulta que aquí Magnum se dice mañum claro, y yo no caía. Helado, pizza, y más risas por lo acontecido ayer.

Y nada, aquí sigue pasando la vida, con el Milán campeón de la Serie A, comiendo pizzas y pasta, disfrutando mucho y muy feliz.

Ah, y voy a volver a usar el golden ticket. Esta vez a Berlín. En junio. Muy muy contento también por eso. Ci vediamo, ciao...
5 may 2011

En la fuente

He entregado ya el trabajo que tenía que hacer, para mí acabado, espero la respuesta del profesor. A ver si en breve empiezo otro de otra asignatura, pero todavía no sé ni de qué...

Aparte de eso, y de las clases, no mucho más durante el día. Cuando he ido a comprar he intentado atajar y entrar por una caja, pero el cajero me ha dicho "Signore!" y no me ha dejado. Así que me he ido y le he dicho al de seguridad, ¿no puedo pasar por aquí? Y me ha dejado por otra caja. Yo 1 - 0 cajero.

Luego, estaba mi habitación toda la peña de la carrera de mi compañero, que tienen no sé qué mañana, y les he dejado tranquilos y me he ido a la habitación del escocés. Hemos estado un rato hablando y tal, y a la tarde noche me he ido que tenía una cita con Australia. Cosas culturales, cena, una vuelta por ahí, un tío que se ha parado (iba en bici) y ha empezado a decir que era muy guapa, que qué hacía conmigo que ayer estaba con él... Muy bien todo.

Mañana más clases y el escocés quiere hacer algo una noche de estas, así que ya veremos.
4 may 2011

¿Bailas?

Aburridas clases rellenan la mañana de miércoles. Profesores que se empeñan en hacer aún más difícil de digerir asignaturas que de por sí lo son. Que pasan diapositivas llenas de densa teoría mientras se jactan de que es muy difícil. Otro día llegará el otro profesor a hacer los ejercicios, que son lo realmente importante. Lo irónico es que el profesor importante es el otro.

Pedaleo por las calles de Milano para comer tarde, entre las clases acabadas y la no iniciada de italiano. Después vuelvo a pedalear para comprobar que por fin el profesor se ha aprendido mi nombre, aunque siga siendo incapaz de pronunciarlo. Hablamos de tópicos italianos y de diferencias entre hombres y mujeres, tras ver unas animaciones de un artista italiano. Con mi escaso italiano afirmo que sí, que es increíble lo de las mujeres y las compras. También me hago el gracioso y cuando me preguntan que si soy capaz de hacer más de una cosa a la vez digo que igual dos sí.

Después visita a la habitación del escocés, y posterior cena. La televisión ciega a los habitantes de la residencia, que ya no hablan si no que miran a la tivù. Y para acabar el día un poco más de Escocia, y otro poco de una agradable Australia. Todo acabado con un emotivo baile.

Ah, y ya ha llegado otro español, queda un último... Ya casi estamos todos.
3 may 2011

Feliz bicicleta

Por fin puedo ir a todas partes con mi nueva y flamante bicicleta. No fue muy barata, no es excesivamente buena, pero estoy muy contento y ya puedo ir a clase en bici y tardar menos. Hoy al volver, había un loco arreglando otra bicicleta, y según me he ido acercando, he podido comprobar que la bici tenía partes rosas, y que, efectivamente, se trataba del escocés. Se le ha salido la cadena en la universidad y ha tenido que volver cargando la bici a cuestas porque la rueda se había encajado no sé dónde... Total, que ahí estaba, con las manos negras, contándome cómo le ha pegado patadas para intentar arreglarla mientras la gente pasaba, hacía gestos de desaprobación y comentaban que "yeah, it's a shit bike...". Le he ayudado y luego nos hemos ido a comer.

La comida ha estado graciosa, con el escocés y el de Gijón, diciendo tonterías, fastidiando unos a otros, descartando y creando teorías sobre Bin Laden... Nos hemos quedado un buen rato ahí hablando. Luego habíamos pensado en jugar a baloncesto, pero no había casi nadie, así que nada.

Y para cenar he bajado después de escuchar en la radio un rato el partido, y me he hecho un revuelto de espárragos trigueros, que no estaba mal, pero ya iremos mejorando. Para cuando he acabado ha bajado el escocés, que se ha hecho miles de "sandwiches" de atún y mayonesa, y me he quedado hablando con él un rato sobre problemas habidos y por haber.

Mañana clases más italiano por la tarde, a ver qué tal se da todo. Ciao ciao...
1 may 2011

Ese récord es nuestro

Con la obligación de acabar el trabajo sobre energía nuclear siempre presente, y con éste resistiéndose a ser acabado, ha transcurrido otro fin de semana por Milano. El viernes una vueltita por allí, el sábado otra por allá... Algunas calles nuevas descubiertas, parques re-visitados, tranvías que no llegan... Pobre transporte público el de Milán, que se supone aspira a ser la ciudad más importante de Italia. Mucho tiene que mejorar este aspecto, simplemente para acercarse a ser bueno.

Sin ir más lejos, hoy, para ir a misa al centro, he tenido que pedir prestada la bici a mi amigo escocés. Porque estaba yo en la parada, esperando tranquilamente al 54, cuando una chica rubita me ha dicho que es que había sciopero (huelga), y que hasta mañana nada, ni metro. Bueno, supongo que alguno habrá pasado, pero que o le pedía la bici o no llegaba. Por cierto que es una gozada, mañana mismo me compro una...

Y así acaba, con el trabajo por supuesto, este fin de semana alegre, en el que incluso la Real se permitió el lujazo de ganar y mantener nuestro super-récord de imbatibilidad. El colofón a un buen día. ¡Qué grande es ser de la Real!
28 abr 2011

Volver

De vuelta en Milano. De vuelta a la residencia. A ver el colosal Duomo. Escuchar italiano por las calles. Cocinar pasta. Escocés. A decir ciao y no hola. A vivir cada uno en la otra punta de la ciudad.
Casi todo el mundo me pregunta si me alegro de volver. La verdad es que no sé por qué me preguntan, pero lo hacen. No sé. Sí por muchas cosas, no por otras. Cosas que cambian las respuestas. Estoy contento de volver, sí. Pero han sido unas vacaciones fantásticas, así que es raro estar aquí ahora, de nuevo con la rutina.

Ayer cené las clásicas hamburguesas con el escocés para celebrar su cumpleaños. Historias de España, historias de Milano, cotilleos y bromas. Como en los viejos tiempos, como siempre.
Hoy trabajo nuclear y no mucho más. Visita de Australia, café, y más trabajo. Mañana espero presentárselo al profesor. Luego un pequeño descanso y usar el fin de semana para corregir lo que haga falta.

Por cierto, un vídeo de un anuncio que grabaron en el campus de la residencia. La campana no existe en la realidad, que timadores.

Y seguiremos aquí contentos en Milano, por volver, por vivir, por todo. Se esté donde se esté hay que estar feliz. Hasta mañana...
11 abr 2011

Normalmente diseñado

Calor en esta extrañamente normal noche. Normal porque el transcurso de la velada ha sido el clásico de cena y sobremesa, y ya contando con Escocia entre nosotros. Extrañamente normal porque en apenas horas estaré en Madrid de nuevo. Puede ser injusto, pero esta vez no quiero volver con muchas ganas. No porque no quiera ver a mi gente, si no porque noto que esto va entrando en la recta final y no quiero ni pensarlo.

Todavía se dejan ver destellos de Turín, mientras la famosa semana del diseño llega a Milán, junto a diseñadores de todas partes del globo terráqueo. Ya, yo tampoco la conocía, pero al parecer es muy importante en el sector.

En italiano han hablado sobre libros, y he sufrido y temido por los spoilers cuando ha llegado El Retrato de Dorian Gray, que tenía pensado leerlo muy pronto, pero gracias a Dios no han contado nada o casi nada. Una listilla brasileña ha despreciado los libros frente a las películas, y yo no he intervenido porque no me gusta hablar en clase. También ha salido a la palestra El Principito, libro muy presente en mi vida ahora mismo.

Y mañana acabaré todos los líos que tengo, pequeña "despedida" de la gente, y el miércoles ya estaré por España. Nos vemos pronto...
10 abr 2011

Torino

Torino. Ciudad de soportales, de calles por las que pasear sin rumbo, de banderas tricolor orgullosas de 150 años. Ha sido un viaje muy bonito, interesante y agradable.

En el viaje de ida estaba cansado y me dormía a ratos. Australia escribía y dibujaba en un cuaderno. Cuando llegamos hacía mucho calor, llegué a ver 30 grados, y después de dar una vuelta, comer algo, y hablar con mi amigo que nos hospedó, fuimos a dejar el peso en su casa.
Vive mi amigo en una zona muy buena, en una casita pequeña pero suficiente, y como suele decirse, acogedora.

Luego nos fuimos, siguiendo las indicaciones de nuestros anfitriones, camino del Monte Capuccino, atravesando zonas como el Palacio Real, o calles con aspecto de señoriales. Siempre huyendo del sol claro, buscando la sombra cual ucranianos. En algunas cosas Turín se parece a Milán, como los tranvías, o las bicis, y de hecho en un momento dado un dueño de una panadería-pastelería me empezó a hablar, y cuando le dije que era de la Real, y él me hablaba de Kovacevic, me costó darme cuenta de que estábamos en Torino. Pero para ser honestos, en general es más bonito aquello que Milán, aunque no tengan el Duomo.

Tras llegar al río Po, cruzarlo por un puente abanderado, y perder un poco el tiempo en sus orillas, comenzamos el ascenso al pequeño monte, no sin antes comprarnos un gelato, yo de yogurt y pistacho. Arriba, se puede ver todo Turín, incluida la mole, que vimos en el camino hacia el monte, edificio característico de Torino pero no muy especial (en eso gana Milano). Vimos allí la puesta de sol, hicimos unas cuantas fotos (unos fotos de turista y otros artísticas), hablamos de tonterías y de cosas filosóficas, y nos fuimos hacia el centro de nuevo, atravesando por ejemplo una gran plaza llena de italianos jóvenes haciendo aperitivos.

Cenamos en un sitio que me dijo mi amigo, donde nos trataron muy bien, y tras dar la última vuelta del día bajo una cálida noche, llegamos cansadísimos a casa, sin hacer mucho más que hablar unos minutos y dormir.

Al día siguiente nos dieron de desayunar estupendamente, yo particularmente unas galletas muy ricas con pepitas de chocolate y luego un poco de café. Nos fuimos a un mercado que ponen al parecer casi todos los días (según entendí yo al menos), y mientras Australia hacía fotos a mí me detectaban como español rápidamente. Un mercado gigantesco me pareció, puedes comprar de todo ahí. Luego fuimos por zonas que no conocíamos hacia el parque de Turín. Llegamos allí con pizza para comer, y estuvimos un rato tirados comiendo, agazapados a la sombra de un sol mordiente. Llenísimo el parque de gente joven, haciendo de todo, jugar a volley, a fútbol, tirando un frisbie desde lejísimos, corriendo, en bicicletas, paseando, simplemente sentados hablando, con una especie de karts pero a pedales... Muchísima gente allí concentrada pasando el caluroso día. Allí nos encontramos de nuevo con mi amigo turinés, y luego volvimos juntos a casa, aunque ya prácticamente nos tuvimos que ir. Fuimos dando una vuelta hasta la estación, compramos los billetes, tomamos algo, y volvimos a la estación mientras me intentaban asustar diciendo que perdíamos el tren.

A la vuelta estaba el tren prácticamente vacío, vimos alguna foto, estuvimos charlando, y escuchando una excelente selección musical (como no puede ser de otra manera) que iba haciendo sobre la marcha.

Y nada, llegamos a Milán un poco sin querer salir de la estación, porque realmente lo pasamos muy bien y daba pena volver a la ciudad donde los deberes y obligaciones nos atraparían.

Y así acabó el viaje a Torino, donde tan bien nos trataron, donde desgastamos las calles paseando sin descanso, donde comimos pizzas y helados, donde pasamos dos buenos días bajo un asfixiante calor y sol. ¡Hasta pronto Torino!